Gelo e brina: quando un sentiero asciutto diventa scivoloso

Un sentiero che il giorno precedente appariva asciutto può diventare scivoloso dopo una notte fredda, anche senza nevicate. Brina, ghiaccio e umidità congelata modificano l’aderenza del terreno, soprattutto nei tratti ombreggiati. Conoscere questi fenomeni aiuta a scegliere percorsi, orari e attrezzatura con maggiore consapevolezza.

Un sentiero può cambiare durante la notte

C’è una situazione che molti escursionisti conoscono bene.

Si parte in una mattina autunnale, con il cielo sereno e l’aria limpida. Il sentiero sembra in buone condizioni e il terreno non presenta particolari difficoltà. Poi, entrando in un bosco o affrontando una mulattiera in ombra, ci si accorge che alcune pietre sono scivolose, le foglie risultano irrigidite dal freddo e l’erba ai lati del percorso è ricoperta da piccoli cristalli bianchi.

Il giorno precedente, magari, quello stesso itinerario era perfettamente asciutto.

Che cosa è cambiato?

La risposta va cercata nelle temperature raggiunte durante la notte e nel comportamento dell’umidità presente nell’aria e sul terreno.

Con il progressivo abbassamento delle temperature, tipico della stagione fredda, possono crearsi condizioni favorevoli alla formazione di brina o ghiaccio. Non occorre necessariamente una nevicata e, in alcune circostanze, non serve neppure che la temperatura dell’aria misurata da una stazione meteorologica scenda sotto lo zero.

Basta che determinate superfici si raffreddino sufficientemente.

Per chi pratica escursionismo, questo significa che le condizioni meteorologiche non influenzano soltanto il comfort della camminata, ma possono cambiare le caratteristiche del terreno e l’impegno richiesto dal percorso.

Imparare a riconoscere questi fenomeni è quindi parte della preparazione di un’escursione.

Gelo, brina e ghiaccio: non sono la stessa cosa

Nel linguaggio quotidiano le parole gelo, brina e ghiaccio vengono talvolta utilizzate come sinonimi.

Dal punto di vista meteorologico, però, descrivono condizioni o processi differenti.

Che cosa intendiamo per gelo

Con il termine gelo ci riferiamo generalmente a condizioni di temperatura sufficientemente bassa da determinare il congelamento dell’acqua.

Quando la temperatura scende sotto 0 °C, l’acqua pura può solidificare, ma il fenomeno concreto dipende anche dalle caratteristiche delle superfici, dalla presenza di sostanze disciolte e dalle condizioni ambientali.

L’aspetto importante per chi cammina è che l’acqua presente sul terreno può trasformarsi in ghiaccio.

Una piccola pozza, una superficie umida, il sottile velo d’acqua presente su una pietra o il ristagno fra i gradoni di una mulattiera possono quindi assumere caratteristiche molto diverse dopo una notte fredda.

Il fondo può apparire quasi immutato, ma offrire un’aderenza notevolmente inferiore.

Come si forma la brina

La brina è un deposito di cristalli di ghiaccio che può formarsi direttamente sulle superfici fredde a partire dal vapore acqueo presente nell’aria.

Il processo è favorito, in molte situazioni, dal raffreddamento notturno del suolo e degli oggetti esposti.

Durante le notti serene, in particolare, le superfici terrestri perdono energia attraverso l’irraggiamento verso l’atmosfera e lo spazio. Se si raffreddano sufficientemente, il vapore acqueo può depositarsi direttamente sotto forma di ghiaccio.

È il motivo per cui al mattino possiamo trovare fili d’erba, foglie, pietre e staccionate ricoperti da piccoli cristalli bianchi.

La brina è spesso riconoscibile per il suo aspetto delicato: una patina cristallina che rende il paesaggio particolarmente suggestivo.

Dal punto di vista dell’escursionista, però, rappresenta anche un’indicazione delle condizioni termiche delle superfici.

La presenza di brina non significa automaticamente che ogni tratto di sentiero sia pericoloso. Suggerisce piuttosto di prestare particolare attenzione alla possibile presenza di superfici gelate.

La rugiada congelata è un fenomeno diverso

Occorre distinguere la brina propriamente detta dalla rugiada che congela.

La rugiada è costituita da piccole gocce d’acqua che si depositano sulle superfici attraverso la condensazione del vapore acqueo.

Se queste gocce congelano successivamente, si forma un deposito di acqua solidificata, che non coincide esattamente con la formazione diretta dei cristalli di brina.

La distinzione può sembrare marginale per chi osserva un prato al mattino, ma è utile per comprendere che la presenza di ghiaccio sulle superfici può derivare da processi differenti.

Il ghiaccio che non si vede

Un’altra situazione merita attenzione: la formazione di sottili strati di ghiaccio quasi trasparente.

Se l’acqua presente su una superficie congela, può formarsi una pellicola poco evidente.

La pietra sottostante continua a essere visibile e il terreno può sembrare semplicemente umido.

Questo fenomeno, spesso chiamato ghiaccio nero quando interessa strade e superfici pavimentate, rappresenta un’insidia perché può essere difficile da riconoscere.

Non va confuso con la brina bianca e cristallina. Entrambi possono però contribuire a modificare l’aderenza del terreno.

Perché alcune superfici gelano prima di altre

Una domanda frequente è: come può esserci ghiaccio se il termometro indica una temperatura superiore a zero gradi?

La risposta sta nella differenza fra temperatura dell’aria e temperatura delle superfici.

Le stazioni meteorologiche misurano normalmente la temperatura dell’aria in condizioni standardizzate, mentre il terreno, le pietre, le foglie e gli altri oggetti possono raggiungere temperature differenti.

Durante una notte serena, una superficie esposta può raffreddarsi sensibilmente per irraggiamento.

In determinate condizioni, può quindi scendere sotto 0 °C anche quando la temperatura dell’aria misurata a un’altezza convenzionale rimane positiva.

Questo spiega perché, al mattino, si possano osservare depositi di ghiaccio sulle superfici senza che il bollettino meteorologico riporti necessariamente temperature negative per la località più vicina.

Non è comunque possibile prevedere lo stato di ogni singolo tratto di sentiero consultando un unico valore di temperatura.

Per una valutazione più completa devono essere considerate anche umidità, copertura nuvolosa, vento, esposizione e condizioni precedenti del terreno.

Il ruolo delle notti serene

Le notti con cielo sereno possono favorire un raffreddamento intenso delle superfici.

Le nubi, infatti, influenzano gli scambi radiativi tra il suolo e l’atmosfera.

La loro assenza, in determinate condizioni, permette una maggiore perdita di energia da parte delle superfici terrestri.

Non significa che ogni notte serena produca gelo: devono essere presenti anche condizioni termiche e igrometriche favorevoli.

Il cielo limpido, quindi, non è di per sé un segnale che il sentiero sarà asciutto e privo di ghiaccio al mattino.

Il ruolo dell’umidità

La presenza di umidità è determinante per molti fenomeni di formazione del ghiaccio.

Il terreno bagnato da precipitazioni precedenti può conservare acqua negli avvallamenti, fra le pietre e nelle fessure.

Se la temperatura scende sufficientemente, quest’acqua può congelare.

Anche nelle giornate senza precipitazioni possono esistere situazioni favorevoli alla formazione di brina.

Per questo motivo la domanda «Ha piovuto ieri?» è utile, ma non sufficiente.

Dove prestare maggiore attenzione lungo i sentieri

Non tutti i tratti di un itinerario presentano le stesse condizioni.

Un percorso può attraversare ambienti molto diversi, passando da un versante soleggiato a un bosco ombroso, oppure da una dorsale ventilata a una conca riparata.

Queste differenze possono produrre condizioni locali molto variabili.

Versanti in ombra

I versanti scarsamente esposti al sole, specialmente durante i mesi freddi, possono mantenere temperature superficiali basse più a lungo.

Il ghiaccio formatosi durante la notte può quindi persistere anche quando la temperatura dell’aria aumenta.

È una circostanza importante nei percorsi che alternano tratti illuminati e zone ombreggiate.

Un sentiero completamente percorribile sul versante soleggiato non garantisce condizioni altrettanto favorevoli sul versante opposto.

Conche, valloni e fondovalle

In condizioni meteorologiche favorevoli al raffreddamento notturno, l’aria più fredda può accumularsi nei settori depressi del terreno.

Conche e fondovalle possono quindi registrare temperature inferiori rispetto a località poste a quota maggiore.

Questo fenomeno, legato alla distribuzione locale dell’aria fredda, contribuisce a spiegare perché talvolta si osservino gelate intense sul fondo di una valle e condizioni meno rigide lungo i versanti sovrastanti.

L’altitudine rimane un elemento importante del clima, ma non basta da sola a descrivere le condizioni termiche di un luogo.

Pietre, gradoni e pavimentazioni

Le superfici rocciose e le pavimentazioni in pietra meritano un’attenzione specifica.

Una mulattiera lastricata, un passaggio su roccia o una scalinata possono diventare scivolosi quando l’acqua si congela o quando la superficie è ricoperta da un sottile deposito di ghiaccio.

La presenza di muschio, foglie bagnate e altri elementi può rendere ancora più difficile valutare la qualità dell’appoggio.

Anche un piccolo gradino, se presenta una superficie ghiacciata, può richiedere più attenzione di quanto suggeriscano le sue dimensioni.

Ponticelli e attraversamenti

Ponticelli, passerelle e manufatti esposti all’aria possono raffreddarsi in maniera differente rispetto al terreno circostante.

In presenza di condizioni favorevoli al gelo, possono quindi formarsi depositi di ghiaccio anche quando i tratti immediatamente precedenti sembrano percorribili senza difficoltà.

La prudenza deve aumentare soprattutto dove una perdita di equilibrio potrebbe avere conseguenze significative.

Gelo e brina nel territorio ligure

Pensare alla Liguria come a una regione esclusivamente mite e costiera può portare a sottovalutare le condizioni invernali.

La presenza del mare influenza il clima, ma non elimina le forti differenze esistenti fra litorale, colline, vallate interne e montagne.

In uno spazio geografico relativamente contenuto si possono incontrare ambienti esposti a condizioni meteorologiche molto diverse.

L’Appennino Ligure e le Alpi Liguri comprendono territori nei quali le temperature possono scendere sotto lo zero durante la stagione fredda.

Ma l’attenzione al gelo non deve limitarsi necessariamente alle quote più elevate.

Anche sentieri collinari, mulattiere in ombra e percorsi nei fondovalle possono presentare localmente superfici gelate.

Un itinerario, condizioni differenti

Immaginiamo una camminata che parte da un borgo dell’entroterra.

Il primo tratto attraversa un versante illuminato dal sole, dove il terreno appare asciutto.

Proseguendo, il sentiero entra in un bosco e raggiunge un vallone riparato.

Qui le temperature possono essere rimaste basse più a lungo, l’umidità può essere maggiore e alcuni tratti possono conservare ghiaccio formatosi durante la notte.

Quando il percorso risale verso una zona più soleggiata, le condizioni cambiano nuovamente.

Questo esempio non descrive un itinerario specifico, ma illustra una caratteristica comune a molti ambienti collinari e montani: la percorribilità non può essere dedotta soltanto dalle condizioni osservate al punto di partenza.

Le stagioni di transizione

Gelo e brina non riguardano esclusivamente il pieno inverno.

In determinate condizioni possono verificarsi anche in autunno e all’inizio della primavera, soprattutto nei settori più freddi e alle quote maggiori.

Proprio nelle stagioni di transizione può essere facile sottovalutare il problema.

Un pomeriggio mite non esclude che la notte successiva produca temperature molto basse.

Anche un aumento della temperatura nelle ore centrali della giornata non garantisce che tutte le superfici ghiacciate si siano scongelate.

Come cambia il cammino quando il terreno è gelato

Il problema principale è la perdita di aderenza.

Camminando su terreno asciutto, il contatto fra suola e superficie permette normalmente di trasferire il peso e compiere il passo con un certo controllo.

Su una superficie ghiacciata, invece, l’attrito può diminuire sensibilmente.

Il piede può scivolare in avanti, lateralmente o all’indietro, soprattutto nei punti in cui il terreno è inclinato.

Le discese richiedono particolare attenzione

In discesa, il peso del corpo deve essere controllato a ogni passo.

Un appoggio che cede improvvisamente può rendere difficile recuperare l’equilibrio.

Anche le salite possono essere problematiche, specialmente quando il fondo non permette una spinta sicura.

La gravità delle conseguenze non dipende soltanto dalla pendenza: conta anche ciò che si trova accanto al percorso.

Un breve tratto ghiacciato nei pressi di un salto roccioso o di un pendio ripido richiede una valutazione molto più severa rispetto a un passaggio pianeggiante e privo di esposizione.

I bastoncini sono un aiuto, non una garanzia

I bastoncini da escursionismo possono contribuire alla stabilità e alla distribuzione dello sforzo.

Non eliminano però il rischio di scivolamento.

Se la suola non trova un appoggio adeguato, il fatto di disporre di due ulteriori punti di contatto non garantisce il mantenimento dell’equilibrio.

Allo stesso modo, una calzatura con suola scolpita non deve essere considerata automaticamente idonea alla progressione sul ghiaccio.

I dispositivi specifici per la trazione hanno caratteristiche e limiti diversi. La loro scelta e il loro impiego richiedono competenze adeguate alle condizioni previste e al tipo di terreno.

I semplici dispositivi antiscivolo non sostituiscono l’attrezzatura e le capacità necessarie per affrontare terreno montano ripido o ghiacciato.

Preparare l’escursione nelle giornate fredde

La prevenzione inizia prima di raggiungere il sentiero.

Un itinerario già conosciuto può presentare difficoltà nuove se affrontato in condizioni termiche differenti.

Per questo è importante considerare la stagione, le condizioni recenti e le previsioni.

Consultare le informazioni meteorologiche

Prima della partenza è opportuno verificare le temperature minime previste, le condizioni del cielo, la presenza di umidità e le eventuali precipitazioni.

In Liguria, ARPAL e il sistema ufficiale AllertaLiguria costituiscono riferimenti istituzionali per previsioni e comunicazioni di allerta.

Occorre però ricordare che l’assenza di un’allerta meteorologica non equivale alla garanzia che ogni singolo sentiero sia privo di ghiaccio.

Le allerte riguardano scenari e fenomeni di una determinata rilevanza territoriale. La presenza di una pietra ghiacciata, di un tratto in ombra o di un piccolo ristagno congelato può invece dipendere da condizioni estremamente locali.

Scegliere un itinerario adeguato

Nei periodi in cui il gelo è possibile, è ragionevole privilegiare percorsi coerenti con la propria preparazione e con le condizioni previste.

La presenza di numerosi tratti rocciosi, gradoni esposti o passaggi che richiedono appoggi particolarmente sicuri può rendere preferibile un’alternativa.

Anche l’orario conta.

Partire più tardi può talvolta consentire un miglioramento delle condizioni superficiali, ma non rappresenta una soluzione universalmente valida: un sentiero ombreggiato può conservare ghiaccio per molte ore.

Inoltre, ritardare la partenza riduce le ore di luce disponibili.

La scelta deve quindi considerare l’intero itinerario e non soltanto il momento iniziale.

Abbigliamento e attrezzatura

Nelle giornate fredde occorre prevedere un abbigliamento adeguato alle condizioni meteorologiche e all’attività.

Gli strati consentono di regolare l’isolamento durante le diverse fasi del cammino.

È importante limitare l’accumulo di umidità negli indumenti e disporre della protezione necessaria durante le soste.

Le calzature devono essere appropriate al terreno, ma nessuna normale suola da escursionismo garantisce sicurezza su ogni superficie ghiacciata.

L’eventuale impiego di attrezzatura antiscivolo specifica deve essere valutato prima dell’uscita, considerando sia l’effettiva efficacia sia i limiti di utilizzo.

Se le condizioni richiedono competenze o attrezzature di cui non disponiamo, il percorso deve essere modificato o rinviato.

Durante il cammino: osservare, valutare, decidere

Anche una buona preparazione non elimina la necessità di osservare continuamente il terreno.

Nei periodi freddi alcuni segnali possono richiedere maggiore attenzione: erba coperta di brina, foglie irrigidite, pietre lucide, piccoli ristagni congelati o gradoni che sembrano umidi nonostante l’assenza recente di pioggia.

Nessuno di questi indizi permette, da solo, di determinare con certezza lo stato del sentiero, ma può suggerire la necessità di rivalutare le condizioni.

La risposta non consiste nel procedere automaticamente con maggiore lentezza.

Occorre considerare se sia possibile mantenere appoggi sicuri lungo il tratto successivo e quali conseguenze potrebbe avere una caduta.

Se la progressione non è controllabile, insistere rappresenta una scelta poco prudente.

L’escursionismo non richiede di raggiungere una meta a qualsiasi costo.

Quando è opportuno tornare indietro

La decisione di rinunciare può essere necessaria quando il percorso presenta ghiaccio non affrontabile con sicurezza, quando le condizioni peggiorano o quando le capacità del gruppo non sono sufficienti.

È importante prendere questa decisione prima di entrare in un tratto dal quale potrebbe risultare difficile retrocedere.

Anche il ritorno deve essere valutato: una discesa apparentemente semplice può diventare problematica se il terreno è scivoloso.

Nel caso di un’escursione organizzata, la valutazione delle condizioni e la gestione del gruppo spettano a chi ha assunto la responsabilità dell’accompagnamento, secondo le procedure applicabili.

Il freddo come occasione per conoscere meglio l’ambiente

Il gelo e la brina non sono soltanto elementi da considerare nella prevenzione dei rischi.

Sono anche fenomeni naturali che permettono di osservare il territorio da una prospettiva diversa.

I cristalli che si formano sull’erba, la diversa distribuzione dell’umidità, le zone che rimangono fredde più a lungo e le differenze fra un versante e l’altro raccontano il rapporto fra atmosfera e paesaggio.

Imparare a osservare questi fenomeni significa comprendere meglio l’ambiente che attraversiamo.

Per chi percorre i sentieri liguri, la conoscenza delle condizioni meteorologiche può trasformarsi in uno strumento di lettura del territorio, oltre che di preparazione dell’escursione.

Un sentiero non è mai esattamente lo stesso: cambia con le stagioni, con il tempo atmosferico e persino fra il mattino e il pomeriggio.

Camminare con consapevolezza significa riconoscere questi cambiamenti e adattare le proprie decisioni alle condizioni reali, senza dare per scontata la percorribilità di un itinerario soltanto perché lo abbiamo già affrontato.

Fonti e approfondimenti

  1. Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) — International Cloud Atlas: Hoar Frost. Definizione meteorologica della brina e principali processi di formazione.
    https://cloudatlas.wmo.int/hoar-frost.html
  2. Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) — Hoar Frost Proper. Raffreddamento radiativo notturno e deposito di cristalli sulle superfici.
    https://cloudatlas.wmo.int/hoar-frost-proper.html
  3. Met Office — What is frost and ice?. Descrizione delle differenti forme di ghiaccio, compresi gli strati trasparenti e poco visibili.
    https://weather.metoffice.gov.uk/learn-about/weather/types-of-weather/frost-and-ice
  4. ARPAL — Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure. Informazioni meteorologiche e bollettini regionali.
    https://www.arpal.liguria.it/
  5. AllertaLiguria — Regione Liguria e ARPAL. Comunicazioni ufficiali sul rischio meteorologico e sui livelli di allerta.
    https://allertaliguria.regione.liguria.it/
  6. Federazione Italiana Escursionismo — Concepire, organizzare e condurre una escursione. Indicazioni sulla pianificazione e sulla responsabilità nella gestione delle escursioni.
    https://www.fieitalia.it/concepire-organizzare-e-condurre-una-escursione/

Progetto e coordinamento editoriale:
Federazione Italiana Escursionismo
Comitato Regionale Liguria

Ultimi articoli